domenica 24 agosto 2014

Caro Sig. Rossi

Oggi piove.
Piove ormai da una settimana. L’estate sembra passata: le scuole hanno riaperto e tutti si sono seduti nuovamente ai loro posti.

Oggi piove e magari è questo tempo che mi fa pensare un po' ad altre cose.

Qualche post da ombrellone ce lo siamo regalato, ma oggi il cielo è grigio, segno che di tanto in tanto dobbiamo tornare coi piedi qui, su questa terra.

Oggi ho fatto, per un attimo, il Sig. Rossi e ho ripensato a queste parole che gli sono state rivolte. Le ho lette da qualche parte ma mi sono rimaste addosso… un po' come questa pioggia che bagna i vestiti.

Sig. Rossi, 
andare all'estero non è un problema, il problema è rimanerci!  
Non lo so se lei si è salvato emigrando; non mi sembra una grande vittoria. La maggior parte della mia famiglia, tra il 1908 e gli anni 70 è dovuta emigrare, e l'emigrazione forse salva dalla fame, ma divide. 
La maggior parte dei miei parenti non so che faccia abbiano, e il dolore sui volti di chi è diviso non è tanto diverso dal dolore delle madri che perdono un figlio. Sicuramente so che non va più via.  
Per me emigrare significa che quando i miei moriranno, io arriverò troppo tardi, e resterò solo con i miei ricordi in mano. 
Significa che perderò di vista i miei cari amici, e dopo 20 anni, facendo un giro in paese mi spaventerò nel non riconoscere più nessuno.  
Significa che le ricchezze che la mia famiglia ha messo da parte con tanta fatica, non varranno più niente, perché quando emigri di quella roba te ne devi liberare e se devi vendere in fretta il prezzo lo fa l'acquirente.  
Significa che crescerò mio figlio in un paese che non è mio, a cui io non appartengo, ma sarà SUO, e su questo non ci capiremo mai, perché io morirò italiano, lui chissà.  
Mi rendo conto che non è un discorso facile, ma se potete, non emigrate. Restate qui, restiamoci insieme.  
Quando ho visto il fratello di mio nonno, arrivato troppo tardi, piangere come un bimbo ricordando di quando lui gli diceva "non andartene", ho deciso: IO non emigrerò MAI.  
Lottando contro tutto e tutti, o vivendo una vita normale, tornerò alla terra a cui appartengo, l'unica che è davvero mia.  
Sig. Rossi, appena può, torni... l'Italia avrà tanti problemi, ma solo Lei è TUA.



2 commenti:

  1. Questo sicuramente è un rispettabile punto di vista. Ma ho avuto modo di vedere molta gente felicissima di essere emigrata, persone che in Italia si sentivano stranieri in patria, e che nella nuova terra che li ha accolti si sentono a casa. Ho sentito molti dire che emigrare è la cosa migliore che hanno fatto e che non tornerebbero mai indietro.

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  2. Sul finire dell'estate, dopo le vacanze (belle e intense), cambia il tempo, calano le temperature, si accorciano le giornate (e lì in fretta), si rientra nella normalità che si porta al seguito un pò di malinconia e nostalgia.
    Il rimedio sono la Bea e l'Ilaria, guardale e stringile, noi vi stringiamo a distanza e siamo sempre con voi.

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