giovedì 2 aprile 2015

FENOMENOLOGIA DELL’AUTORAZZISMO, Parte X

SENZA COSCIENZA NON CI SARÀ MAI SPIRITO






The End

Prima di porre la parola fine a questo lungo discorso, vorrei ripetere un concetto che ho messo in chiaro fin dall’inizio. Questo è un blog!
Questo non è un forum, non è una chat, non è un dibattito televisivo e non è neppure un bar. Questo blog non ha alcuna valenza divulgativa né tanto meno giornalistica. Questa è la raccolta di pensieri e riflessioni private ed individuali.
Qui decido io (nel caso di questo post, noi - Daniele ed io). Punto.
In quanto autore di questo blog, ho solo un lettore, anzi una lettrice: mia figlia. Tutto questo è per lei, per quando probabilmente avrà la mia età. Questa è la traccia che le lascio, affinché possa capire suo padre. Lo scrivo qui in modo che sia palese e pubblico, perché non ho nulla da nascondere, nulla di cui vergognarmi. Lo scrivo qui perché anche altri possano un futuro condividere con lei questi pensieri. Gli unici commenti che vorrei leggere e ricevere sono i suoi, ma temo che dovrò aspettare ancora un po’.


Per quanto riguarda questo testo, lo scopo era di raccogliere tanti pensieri e discussioni che Daniele ed io abbiamo avuto insieme. E’ una nostra traccia, che abbiamo voluto condividere, che non ha altro motivo se non quello di aiutarci a ricordare.
Ovviamente, se quello che abbiamo scritto può essere di stimolo, di riflessione anche per altri, va benissimo, ma fondamentalmente non lo abbiamo fatto per aprire discussioni o dibattiti. Sicuramente i punti di vista sono tanti e molte idee risulteranno oggetto di critica, ma non importa. Piaccia o no, questo siamo noi oggi. D’altra parte, il confronto e l’incontro con le persone che ci stanno a cuore, per discutere di questi e altri temi lo abbiamo già avuto, diretto e di persona. Non ci interessa pertanto ripetere tale tentativo su questo blog, che, come spiegato, ha ben altri obiettivi.

Le vere conclusioni spettano a voi.





















“Il copione teatrale dell’anti-italiano consiste nell’attribuire all’intera collettività nazionale i difetti specifici ed irripetibili della propria canagliesca personalità individuale, con in più l’ipocrisia del tirarsene fuori del fingersi un sofisticato lord anglo-scandinavo capitato per caso in un mondo di trogloditi mediterranei.”


fonte: il Gaio.

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