domenica 27 luglio 2014

Finally, REVENGE!!!

Continuo qui il post precedente (ecco il link per chi se lo fosse perso).
Inizio dalla fine: my revenge, come ho scritto anche da qualche altra parte.
Eh sì, perché quando ce vò ce vò. Accidenti per pochi giorni all'anno la Svezia batte come temperature l’Italia e proprio questa settimana sembra esserci stata un'inversione dei poli. Quindi ho voluto infierire! 

Ecco una foto a scanso di equivoci.


Da ormai dici giorni la temperatura qui si è abbastanza surriscaldata con punte di 32°C e notti calienti. Quando il termometro non va sotto i 20°C, gli Svedesi dicono che è stata una notte tropicale (almeno così mi ha detto il mio stagista Oscar). In effetti fa caldo ma non si sta poi così male. Sarà che il tasso di umidità è molto basso o semplicemente che noi c’eravamo abituati durante le vacanze italiane, ad ogni modo tutto estremamente sopportabile. Bello però chiamare su Skype e vedere tutti in felpina… bisogna stare attenti a Luglio, un colpetto di freddo e sei fregato!!!!

Innanzitutto qui non c’è nessuno. Queste sono le settimane vacanziere per eccellenza della Svezia, e tutti si godono il meritato riposo. La città è semi-deserta e c’è calma, MOLTA calma (avete presente Duloc…).


Io me ne sono tornato a lavorare, tranquillo e sereno. In ufficio ci siamo in quattro e due fanno solo mezza giornata. In certi momenti l’unico rumore che si sente è la ventola del computer. Ho anche stabilito un nuovo record: cinque giorni consecutivi di andata e ritorno in bicicletta senza prendere una goccia d’acqua! Non male!

Le mie donne sono invece a casa, l’asilo della Bea riapre la prossima settimana, e ne hanno approfittato per continuare i corsi di nuoto e tintarella. In piscina tutti i giorni att simma och sola! Belle loro, felice io!

Insomma niente da dire, quando butta bene la Svezia regala proprio delle belle estati! Mi sa che l’anno prossimo potremmo ripensare all'esperienza della sommar stuga.

E qui mi inoltro in un piccolo reportage di carattere folkloristico: accendiamo la modalità National Geographic.

Questa è la terra dei Vichinghi (o almeno un tempo lo era). Abituati a temperature rigide e inverni bui. E’ ovvio che oggigiorno siano ancora impreparati di fronte al global warming che li sta travolgendo.
Le autorità locali emanano bollettini sui principali quotidiani locali e nazionali: tutti a dispensare i soliti consigli per la salute non solo degli umani ma anche dei loro fedelissimi animali.
A Eskilstuna si sono attrezzati al massimo.
Lungo il fiume hanno rovesciato qualche quintalata di sabbia dorata, creando bad plats artificiali, con tanto di sdraie e ombrelloni.


Uno dei parchi cittadini è stato ampliato con più prato, più alberi, più fiori, più panchine abbattendo un vecchio chiosco ormai in disuso e riconvertendo l’area tutt'intorno.


Poi hanno realizzato un campo da beach volley aperto a tutti. L’altro giorno c’erano sei ragazzi che giocavano veramente bene, secondo me erano dei professionisti. Non se li filava nessuno. Oggi ho visto un paio di indigene con la chioma bionda e i jeans corti: erano della schiappe ma tutt'intorno cinquanta persone ferme ad osservare. Cosa poi?!?


Infine sono state organizzate manifestazioni per coinvolgere l’intera popolazione e godere delle belle giornate estive. Ieri, per esempio, c’è stata la regata sul fiume.
L’evento (Eskilstuna Royal Boat Race) consisteva nel tuffarsi a monte del fiume con tanto di canotti, salvagente o materassini e poi scendere a valle trascinati dalla corrente.
I partecipanti dovevano indossare le uniformi ufficiali: costumi da bagno o semplicemente biancheria intima.
Dato lo sforzo fisico e il sole cocente, tutti cercavano di integrare la perdita di sali minerali con bevande appropriate: birra, vino e superalcolici, ovviamente!!!
Questo ha reso la manifestazione interessante sotto il profilo agonistico, soprattutto perché con tutto quell'alcool in corpo, erano più quelli che andavano a fondo che quelli che riuscivano a stare a galla.



This is Sweden!!!
Pensate a cosa ci siamo dovuti inventare io e la mia Signora per spiegare quello che stava succedendo alla Bea.
OK, spegniamo la modalità National Geographic e torniamo a noi.

Non voglio aggiungere molto altro, già mi fischiano le orecchie… penso sia qualcuno di voi che mi sta giurando qualche accidente.



Vi lascio con uno dei classici giochi estivi: scopri le differenze!!!



sabato 26 luglio 2014

Socu Baci Vira

Io sono una persona monotona, prevedibile e abitudinaria…proprio per questo, anche quest’anno, mi ripeto con un post estivo e vacanziero.

Siamo tornati da una settimana a casa dopo averne passate circa tre in Italia. Tutto perfetto, niente da dire!
Prima di tutto il tempo: eravamo preoccupati di trovare afa e caldo in pianura e invece eccoti una prima settimana di Luglio che non ti aspetti. Il Sabato, quando siamo partiti da Eskilstuna, sulla strada per l’aeroporto, il termometro segnava 13°C: cielo grigio e pioggerellina fine. Poi però abbiamo trovato delle belle giornate estive, fresche e pulite.
La settimana a casa dei nonni ha avuto il sapore dei fichi e delle albicocche appena raccolte. Quanti ne ho mangiati!!!! Che spettacolo!!

Bagno nella piscinetta,

gavettoni con la gomma al nonno Franco, 

giro in bici lungo il Secchia (lacrime versate sulla KTM!!!) e poi tanti giochi con le Barbie e Nuvola, il vestito della bis-Tilde e i pomodori nell’orto del nonno Grillo.

Insomma tutto bene: ho anche avuto modo di salutare la nonna (la mia nonna, nonché la bis della Bea) e un caro amico. Mi ha fatto davvero piacere trovarlo di nuovo in forma: sono stato proprio contento e gli rinnovo nuovamente gli auguri e gli faccio un grande in-bocca-al-lupo!

Poi ci siamo spostati in quello che da decenni è considerato il santuario estivo della mia regione: la Riviera Romagnola. Uno dei pochi luoghi al mondo che riesce a rendere felice bambini, giovani, adulti e pensionati nello stesso tempo.


La mamma e la Bea avevano tanta voglia di mare e così, attenendoci rigorosamente alla tradizione, la happy family si è immersa nella patria della piadina.

Sole, mare ombrellone, odore di crema solare mista a salsedine…che bello!
Non voglio dilungarmi, anche perché nonostante tutto ci sentiamo dei privilegiati: ci sono tanti (ma proprio TANTI) per cui le ferie sono diventate un lusso e quindi non abbiamo voglia di mostreggiare oltremodo. Consideratela una forma di rispetto.
Ci fa comunque piacere rallegrarci per i tanti momenti passati insieme e lasciamo questa piccola lista alla Bea… magari quando sarà più grande se la rileggerà e sarà emozionante anche per lei.

La colazione al bar con le paste e il cappuccio.
I balli in spiaggia.
Le notti mondiali.
La pizza delle 10:00.
I castelli di sabbia e la pista delle biglie.
I giri in salagiochi.
Il gelato di là dal porto.
Il trenino a forma di bruco e la sua luna.
La piada salsiccia-cipolla e peperoni.
La sabbia bollente.
Gli spaghetti alla scoglio.
Le amiche d’ombrellone.
La fritturina di pesce.
Il bagno al mare.
Il bagno in piscina.
Masha e Orso.
Radio Mantova.
Il caffè delle 16:00.
Le camminate serali col passeggino.
La baby-dance.

Un paio di pensieri per chiudere.
Citando un film di Pieraccioni, posso affermare che Dio c’è e ne ho le prove!!! La manifestazione l’abbiamo avuta nei pressi dell'aeroporto di Ancona, prima di prendere il volo di ritorno. Solo chi era presente può comprendere il miracolo che è avvenuto, per tutti gli altri posso dire che il decollo (e sottolineo decollo) era previsto per le ore 20:30; noi siamo arrivati nel parcheggio dell’aeroporto alle ore 20:29. Come sia stato possibile imbarcarci ancora non ce lo sappiamo spigare, senza tirare in ballo il divino, ad ogni modo a noi il priority boarding ci fa un baffo!!

L’ultimo pensiero va alla Vita. Trent'anni fa (circa) i nostri genitori ci rincorrevano su quelle spiagge per darci la crema solare. Qualche settimana fa io rincorrevo mia figlia, mentre loro se la ridevano sotto ai baffi. Sì, il tempo passa, e certe volte ce lo fa anche notare, ma è bello vedere che non passa mai invano: lascia sempre qualcosa!!!




Grazie a tutti.



sabato 7 giugno 2014

La prima Barbie non si scorda mai.

E così ci siamo: Sabato 31 Maggio 2014, è arrivata la prima Barbie!

Ormai da alcuni mesi la Bea ripeteva questo nome con una certa frequenza e ogni volta che qualche amica ne lasciava una incustodita lei ci si metteva a giocare.

L’occasione è stata la visita dal dentista.
La Bea è stata veramente brava: non un capriccio o un pianto. Anzi era interessata come sempre. Al ritorno la mamma le aveva promesso un piccolo regalo e così lei aveva optato per un giornale pieno di figure da colorare tra cui un paio dell'eterna bambola.
Una volta a casa se l’è fatta ritagliare e ha iniziato a giocarci…purtroppo però la Barbie 2D non è che dia il meglio di sé, soprattutto in termini di vestiti e accessori, quindi...


Quindi, eccola qui la prima Barbie della Bea. E adesso spazio alla fantasia!!!



giovedì 5 giugno 2014

Il mio mondiale l'ho già vinto!

Io la mia copa do mundo l’ho già vinta. Eh sì, ognuno ha le sue piccole soddisfazioni, ognuno si misura con i propri limiti e ogni tanto si accorge che oltre quelli non si può andare, altre volte però…

Facciamo un piccolo salto indietro. Un paio di mesi or sono, un mio collega mi manda una mail e mi sollecita a rispondere all'invito il prima possibile. Io leggo e poi mi metto a ridere. Ma poi lui insiste e, siccome è una così brava persona, non me la sento di desistere.
Di cosa si trattava? Semplice, di partecipare al torneo di calcio aziendale!!!


Ecco qui svelato il motivo della mia ilarità.

Ora, io ho giocato a pallone per svariati anni, fin da quando ero ragazzino e fondamentalmente sono sempre stato un brocco.
Nel periodo dell’adolescenza ho raggiunto l’apice calcistico vincendo il campionato stando seduto in panchina per circa l’80% del tempo. Poi è sempre stato un susseguirsi di campionati amatoriali dove l’unico motivo per cui riuscivo a giocare era una certa differenza di età rispetto alla media generale.
Dunque se volessi fare un sunto delle mie qualità calcistiche, ne verrebbe fuori questo ritratto:














































No, non vi preoccupate, non mi sono scordato di mettere la foto, è semplicemente così: il vuoto. Tecnicamente lasciamo perdere. Fisicamente posso confermare che madre natura è stata un po’ matrigna (come diceva costui) e quindi rimane ben poco. L’unica cosa che forse mi permetteva di giocare ogni tanto era che ci mettevo tanto impegno e che un po' di fiato ce l'avevo. E siccome, si sa, negli amatori se hai del fiato non stai poi messo così male sono riuscito a giocare fino a qualche anno fa.
Per fare un paragone veramente azzardato potrei equipararmi al buon Gennarino Gattuso, si ma non a quello degli ultimi anni al Milan, no, quello troppa grazia, mi riferisco invece a quando giocava nel Glasgow Ranger in Scozia. Tutta corsa e calci. Due pietre al posto dei piedi e cuore da vendere.
Tornando a me come io abbia potuto giocare a pallone per tutti quegli anni è quindi spiegato così: fiato e calci.



Quando ho risposto al mio collega e gli ho chiesto di mettermi nell'elenco, lui era felicissimo. Pensava di aver fatto l’acquisto dell’anno, si vedeva già mentre innalzava la coppa al cielo. Non sapeva invece che aveva appena preso na gran sòla!
Ad ogni modo, io ero consapevole di quello che mi sarebbe accaduto. Dopo lo sbarco in Svezia, infatti non ero più riuscito ad allenarmi. Causa i tanti impegni e anche un po' di isolamento per più di un anno quasi niente. Poi ero riuscito finalmente a fare una corsetta di qualche chilometro nel fine settimana, ma tutto in modo molto blando: per farla breve,forma fisica azzerata. Senza dimenticare poi che nel frattempo avevo anche collezionato un paio di annetti in più e qualche chilo di addominali da tavola.

Insomma sapevo perfettamente che quello che mi aveva sempre permesso di galleggiare un po’ era svanito e di certo i miei piedi non si erano magicamente trasformati in quelli del pibe de oro.

Morale della favola arriva il giorno della prima partita e io mi presento sul patibolo nello spogliatoio. Innanzitutto vengo a conoscenza del nome della mia squadra: Grabbarna Grus-Kalle. 

Ora Kalle è il nome della macchina rappresentata nel logo, grabbarna grus andrebbe tradotto come "la banda", quindi tutto insieme sarebbe "la banda del Kalle", ma per me rende meglio la mia personale interpretazione: "Quella Sporca Dozzina".

Fatte le opportune presentazioni, i miei compagni/colleghi mi chiedono dove preferisco giocare e poi mi danno una maglietta… ora su questo ci torniamo alla fine del post perché così ci facciamo due risate.

Pronti via, il campo non è proprio il Santiago Bernabéu, ma assomiglia molto di più a quelli un po’ spelacchiati degli oratori di periferia. Niente da recriminare, ci mancherebbe: per i miei piedi anche un campo arato sarebbe dignitoso.
Dopo un paio di minuti quello che già sapevo si manifesta in tutta la sua evidenza. 
Fiato zero.
Chiedo il cambio e con intervalli di 5 minuti riesco, tutto sommato, a chiudere la partita. Dopo 50 minuti (di cui giocati penso meno di 30) si chiude il mio primo incontro in Svezia. A due anni di distanza dalla mia partenza sono di nuovo riuscito a giocare a pallone!!! Anche questa è una banale soddisfazione!

Per gli onori della cronaca l’incontro è terminato 0-0, neanche tanto male poi. Ma il bello non è questo, il bello sono i dettagli.
Primo, se per due anni non mi sono allenato è anche perché alla sera ho fatto i compiti e questo mi ha permesso di poter fare ciò che nel calcio è più importante del calcio stesso: imprecare!!! Fiato per correre non ne avevo ma per imprecare (in svedese), quello sempre. E poi io sono dell’idea che il calcio esiste in tre varianti: il calcio giocato, il calcio guardato e il calcio parlato. Io mi ritrovo in un mix tra la prima e l’ultima versione, quindi poter parlare in campo resta per me una componente fondamentale della partita!
Secondo c’è la condivisione. Sì, la condivisione di momenti semplici, come una partitella di pallone con amici e famigliari. I miei colleghi, prima della partita, sono passati da casa e hanno portato al campo i loro figli/e che hanno assistito e fatto il tifo. Bello no?! Poter condividere anche le cose più semplici...
Terzo c’è l’uguaglianza. La squadra avversaria schierava una Lei in porta e altre squadre avevano un paio di giocatrici tra le loro fila. Qui il calcio femminile ha la stessa dignità, se non di più, di quello maschile. Solo per darvi l’idea della diversità vi faccio presente che solo io mi sono stupito nel vedere un paio di donne giocare insieme agli uomini, per le altre persone normali era una cosa scontata!

Ad ogni modo mi sono divertito e penso che di tante partite giocate, questa, sicuramente, rimarrà nell'almanacco dei miei ricordi.



Solo alcune annotazioni: a fine partita ero messo così male che mi sono fatto accompagnare a casa in macchina. Durante la notte non ho dormito a causa dei crampi e il giorno dopo ho avuto serie difficoltà a sedermi sul WC. Per non parlare del fatto che per riprendere un’andatura corretta ho impiegato circa una settimana. Giusto il tempo per disputare l’incontro successivo.

Comunque i Grabbarna Grus-Kalle sono saldamente in testa alla classifica (se la guardiamo al contrario). Due punti in cinque partire: media retrocessione. Tre reti segnate e 12 subite, siamo la quadra materasso del torneo ma il morale è sempre alto perché siamo certi che prima o poi conquisteremo la nostra vittoria.






Ah quasi dimenticavo, la storia della maglietta!! Nello spogliatoio tutti si presentano al sottoscritto e ovviamente io faccio lo stesso. Gli Svedesi, si sa, l’unica cosa che possono fare nelle competizioni internazionali (Mondiali o Europei) è partecipare. Nonostante la Bosnia gli abbia prestato un gran giocatore, anche quest’anno in Brasile ci andranno solo in vacanza e le partite se le guarderanno comodamente dal divano.
Proprio per questo, quando dico che mi chiamo Alessandro e sono italiano loro associano il mio nome a quello di questo campione qua.
Io vedo in loro un gran entusiasmo, ma dentro di me rimango saldo nelle mie certezze di brocco, ma quando il capitano tira fuori dalla borsa la maglia e me la porge io no riesco più a trattenere le risate e quasi mi sdraio dal ridere:








Niente, nella vita non si può mai sapere cosa ci riserva il futuro… io sono dovuto venire fino in Svezia per capire che ero un numero 10!!!

lunedì 2 giugno 2014

Bem-vindo!!!

A sùn stòff, purté pasìinsia! Che tradotto in un diversamente italiano vorrebbe dire: sono stanco, portate pazienza! Sì, abbiate pazienza, avevo promesso un paio di post di ricongiungimento e le promesse vanno mantenute, ma come detto mi cala leggermente la palpebra.

Dunque, come già anticipato più o meno esplicitamente, ce l’abbiamo fatta: siamo fuori dal tunnel. Abbiamo traslocato e oggi festeggiamo il primo mese nella casa nuova (come dice la Bea). Niente di eclatante, tutto come prima: appartamento per appartamento, affitto per affitto. Quali sono i lati positivi però? Beh la zona è molto più vivibile rispetto a prima. Siamo vicini a tutti nostri punti di riferimento quindi niente bus o macchina. Insomma per dirla tutta un bel salto di qualità in termini di vita quotidiana. E poi ci sono due chicche non trascurabili: la prima è il garage riscaldato che in Svezia durante il periodo invernale è come… come l’imbarco prioritario sui voli RyanAir. La seconda è una piccola uteplats, che ci da quasi l’illusione di un piccolo giardino.
Io, che da quasi due anni e mezzo soffro di una certa astinenza da rastrello (questa è per gli intenditori, agli altri la spiego poi) non mi sono fatto mancare l’occasione di qualche lavoretto di restauro.
Sono molto orgoglioso del mio operato e quindi vi mostro il risultato. Oh mica per fare il fenomeno o lo sborone, ma ogni tanto qualche “banale” soddisfazione possiamo pur condividerla, no?!

Ecco questo è il prima: 1 Maggio 2014.

E questo è adesso: 1 Giugno 2014.


Il trasloco ad ogni modo è andato meglio del previsto. Abbiamo vissuto come degli accampati con gli scatoloni per circa un mese nel vecchio appartamento, ma ne è valsa la pena. A dire il vero le cose sono anche andate abbastanza bene grazie all'aiuto del nonno Franco e della nonna Paola che si sono gentilmente offerti di venirci a dare una mano. Si era offerto anche mio fratello, ma visto quello che era riuscito a fare con una banalissima cassettiera malm al nostro arrivo in Svezia, abbiamo preferito andare sul sicuro. I nonni si sono beccati una delle settimane primaverili più fredde della stagione (4°C ogni mattina), ma pasiensa, ci siamo divertiti. La nostra gita all’Ikea penso non se la dimenticheranno!!

Ad ogni modo tutto liscio a parte qualche punto interrogativo sui precedenti inquilini. Probabilmente i nostri standard sono un po’ troppo elevati, o semplicemente diversi, ad ogni modo per farla breve potrei dire che il nostro concetto di pulizia sta a quello di chi viveva qui come un knäckebröd sta ad una bruschetta col pane toscano (fate un po’ voi).


Come al solito, monumento alla mia Signora che ha pulito e streggiato per quasi una settimana, mentre io mi smazzavo gli scatoloni.

Ah quasi dimenticavo, un grazie anche agli altri nonni, che sono passati a trovarci non poco tempo fa. Grazie soprattutto a Imer per la faticata con il letto della Bea e per le cerniere della cucina!!! Mi sa che viste le ultime esperienze di volo passerà un po’ di tempo prima che avranno voglia di tornare, ma non c’è pericolo, verremo prima noi a salutare.

A nome mio, (io, cioè il sottoscritto) ringrazio tutti i nonni per avermi dato l’opportunità di qualche accesa discussione. Come avrete notato, non è che col tempo io migliori parecchio: aceto sono e aceto resto! Magari tra una trentina d’anni diventerò più balsamico.


Infine ieri sera, cena di bem-vindo con i nostri amici portoghesi e brasiliani. Le tigelle e la culaccia hanno riscosso un successo strepitoso (mai quanto il tiramisù dell’Ilaria). Tutti stra-contenti: soprattutto noi!


Poi c’è Lei, la nostra formichina, che in meno di quattro anni ha cambiato già tre camerette. Lei è una forza della natura, nonostante i sui normalissimi capricci e qualche giornata no. Ci ha aiutato a fare e a disfare. Ha sistemato tutte le sue cose nella cameretta, ha scelto il colore delle sue tende (lila, il mio colore preferito!) e ha già fatto amicizia con tutti i bambini del palazzo. Cosa dire, non passa giorno che non smetta di stupirci.

E così adesso sono proprio in riserva…ci ha fatto piacere rendervi partecipi di un'altra nostra straordinaria banalità. La morale questa volta ce la mettete voi, noi dal canto nostro abbiamo il morale molto alto.


Asevdom!

venerdì 30 maggio 2014

Le nostre speciali banalità

Siam qua. Ultimamente ne son successe così tante che non ho nemmeno avuto il tempo di raccontarle. Oh, tutte banalità, si capisce, mica siam qui a sviluppare le tecnologie del futuro!!!
Ma per noi le nostre banalità sono così importanti che le facciamo diventare sempre più speciali.

Comunque adesso prometto di rimediare. Nei prossimi giorni mi metto sotto con l’arretrato e faccio un paio di post-postumi, ovvero sugli eventi pregressi, così vi fate una bella indigestione come fanno i bambini svedesi con le caramelle durante il fine settimana (oppure come fanno i bambini un po’ più cresciuti con l’alcool durante il medesimo fine settimana), tanto poi il risultato è lo stesso: grande euforia, seguita da conati e conclusa da un terribile mal di testa.



Ad ogni modo, oggi volevo solo dire che tutto questo, tutte queste nostre piccole cartoline, queste nostre straordinarie banalità, esistono (ovvero accadono) solo perché al mio fianco c’è Lei: la mia Signora. E siccome né io ancora so come ho fatto a stregarla, né lei sa come è potuto accadere, abbiamo deciso di farci una bella risata e di continuare a stringerci forte la mano come abbiamo fatto alcuni anni fa.





E allora, ti mando un bacio mentre ti sussurro ancora una volta quello stesso sì.

martedì 29 aprile 2014

Il caso non esiste (citazione).

Eh sì, a volte mi sento proprio come Shifu vicino al sacro pesco della celestiale saggezza e il maestro Oogway, che continua a ripetermi che il caso non esiste.



Mi sa proprio che ha regione lui: il caso non esiste!

E allora non è un caso che oggi siamo qui, circondati da tutte queste scatole, con una porta che si chiude e un’altra che si sta aprendo. Oggi, non poteva esserci giorno migliore, non è vero? Un bel regalo, non trovi? Così tanto atteso.

Sai, io in questi giorni ho ripensato spesso a quel primo giorno in questo appartamento e a quanto, tutto questo, abbia cambiato me, noi, le nostre vite.
Ho fatto un elenco di tutte quelle cose così lontane dal nostro prima. Ho messo insieme tutte quelle facce, quelle situazioni e qui momenti che spesso hanno fatto a pugni con una parte di noi. Volevo mettere tutte queste cose qui, tra queste righe, ma poi ho pensato che per questa volta è meglio se un pezzo di questa nostra vita ce la custodiamo solo per noi.
Poi, se vuoi, mettiamo tutto in una scatola, insieme al resto, ma la lasciamo aperta! Eh sì, perché mi sa che dovremo guardarci dentro spesso. Di certo non è tutto bello, luccicante e meraviglioso, anzi molte di queste cose emanano un odore poco invitante ma proprio per questo vorrei conservarle.
Dopo circa due anni, non posso negare di non essere cambiato. Molto probabilmente sono peggiorato, ma fortunatamente mi sento più libero. Sarò peggio ma sono libero. E tu sai bene di cosa parlo. Questa scatola è un po’ come quella dei nostri giochi d’infanzia, quella che riposa nella soffitta di ogni casa. C’è dentro un pezzo importantissimo della nostra vita, e ogni volta che lo guardiamo ci accorgiamo di quanta strada abbiamo percorso.

E così quello che abbiamo vissuto in questo appartamento in questi due anni, ce lo conserviamo per noi. Ce lo terremo lì al nostro fianco, come una bella foto, con la certezza che ogni momento duro ci ha resi più forti e se oggi siamo qui a raccontarcelo è perché non ci siamo mai scoraggiati e abbiamo sempre stretto i denti.

Penso che questo compleanno non ce lo scorderemo e nemmeno il regalo! Quest’anno festeggiamo con la gioia negli occhi e tanta (ma proprio tanta) serenità in più.



E poi, scusa, ma nel mio cammino di involuzione ho anche sviluppato ulteriormente la mia modestia e quindi volevo ricordarti (come d’altra parte faccio ogni giorno) che il regalo più bello che tu abbia mai ricevuto sono IO. E anche se da alcuni anni sono sceso sul secondo gradino del podio, ti vorrei ribadire il concetto che senza il sottoscritto, quella che oggi detiene indiscussamente il record mondiale di preferenze, non sarebbe mai arrivata lì senza il MIO contributo!

E allora, auguri: un bacio, e che un’altra pagina abbia inizio!!


PS. Questa volta c’è speranza che io abbia un po’ più di una mezza anta di armadio per i miei vestiti? No perché ogni volta che ho cambiato casa sono sempre andato in peggio… forse fa parte di quel processo di involuzione di cui parlavo prima, oppure ha davvero ragione Oogway: spesso ci si imbatte nel proprio destino sulla strada presa per evitarlo.