lunedì 29 luglio 2013

Addendum al post precedente.

Giusto per farvi capire che non racconto balle e soprattutto per non reprimere il mio lato agreste (che esce sempre fuori), vi dico che in questo preciso campo hanno già iniziato a battere... CON BEN DUE SETTIMANE DI ANTICIPO!!!


Qui l'anno scorso hanno trebbiato il grano che ancora era verde!!! 


Ora avete le prove che fa caldo anche in Svezia!

domenica 28 luglio 2013

Un'estate CALDA... di emozioni.

Sabato mattia, le 10:00 circa, mi riprendo un attimo dai miei soliti viaggi mentali e mi accorgo che sto pedalando in costume ed infradito, direzione piscina. Son già sudato e fa un gran caldo. Nei giardini delle case l’erba è leggermente secca (giusto per usare un eufemismo) e i fiori hanno assunto una posizione stranamente ricurva.
Ma siamo sicuri di essere in Svezia?

Vedo l’insegna del SystemBolaget in lontananza e i miei dubbi svaniscono. Sì, siam sempre qui, nel Regno delle Tre Corone, il problema è che a Eskilstuna non piove ormai da alcune settimane e le temperature sono state decisamente calde. Ora capisco che possa sembrare un affronto, per chi in questi giorni sta affrontando i 38-40°C della pianura padana, ma vi posso assicurare che anche i 30°C svedesi, si fanno sentire!
Qui c’è molta calma (più del solito, oserei dire), complice il mese di ferie e l’ondata di caldo, per le strade non si vede nessuno. Quasi tutti se ne sono andati nella case di vacanza (stuga) sui laghi e chi è rimasto affolla la piscina, che poi è anche quello che abbiamo fatto noi.

Così oggi la Bea si è potuta fare un bel bagno con i sui braccioli nella piscina del Parken Zoo di Eskilstuna e ci siamo passati una bella giornata al riparo dalla calura.

Ora voi vi chiederete, cosa ci sarà poi di tanto strano?! Sembra tutto abbastanza normale (per non dire banale). La cosa strana è che lo scorso anno passando davanti a quella stessa piscina, o passeggiando lungo lo stesso lago mi stupivo di come quei bambini potessero fare il bagno a 15°C!!! A distanza di un anno siamo passati dalla pioggia quasi giornaliera, alla siccità; dalla giacca perenne alle infradito!!! Sicuramente non ci lamentiamo ma è interessante vedere quanto può essere diversa un’estate in Svezia. Bizzarrie di un clima che anche a queste latitudini ogni tanto gioca qualche scherzo.

Proprio perché lo scorso anno era stato uno dei peggiori, e un estate come quella non si verificava da decenni, abbiamo deciso di riprendere i nostri rudimenti di statistica e abbiamo pensato che sarebbe stato un evento alquanto improbabile avere di nuovo una così “brutta” estate e quindi… quindi abbiamo deciso di rimanere qui e di trascorrere le vacanze alla svedese: stuga, lago e tanta tranquillità!
La mia Signora ha fatto veramente centro ed è riuscita a trovare una bella casa in riva al lago con una vista spettacolare. 


Per due settimane, quindi, ci siamo trasferiti al confine con l'Östergotland a Stavsjö, 


ultimo paese nella parte sud del Södemanland, a metà strada tra Nyrköping e Norrköping. 


Posto bellissimo, immerso nella natura… e poi la statistica ha fatto il resto. Piogge quasi assenti e tempo ideale: sole e aria fresca.
Ma non ci siamo fermati qui: giusto per rendere la vacanza speciale abbiamo invitato i Nonni a passare un po’ di tempo insieme a noi. La Bea ha apprezzato tantissimo e anche i Nonni penso siano stati molto contenti di poter stare un po’ di tempo con lei. Diciamo che il 3D rende meglio di Skype.

Di questa vacanza ci ricorderemo:
  • le scorpacciate di fragoline e ribes che ci siamo fatti,
  • il bagno nelle acque rosse del lago,


  • le grigliate a base di korv e zucchine (variante italiana del più tradizionale piatto tipico svedese) con la griglia da campeggio,
  • la sveglia dell’Ilaria alle 5:00 di ogni mattina e i campi di colza dal finestrino della corriera,
  • i mille su e giù della Bea e dei Nonni sugli scivoli del parco,

  • le passeggiate nel centro di Norrköping e le stupende aiuole di fiori,

  • i capricci della Bea e le sue sgridate con l’indice sempre puntato in alto,
  • i paesaggi del lago,

  • i pranzi sull'altana,
  • i cartoni guardati insieme sul divano prima di andare a letto.

A proposito di questo, giusto per scacciare via la malinconia e per sorridere dei bei momenti passati, vorrei citare uno degli insegnamenti del maestro Oogway, che tutti dovrebbero sempre ricordare...


 C’è un detto:
“Ieri è storia,

domani è un mistero,

ma oggi è un dono;

per questo si chiama presente!”
Direi che questa vacanza è stato un bel DONO!

martedì 2 luglio 2013

La visita di Praecox

Accidenti, proprio ieri pensavo che da diverso tempo non riesco a scrivere nulla sul Blog. Sfortunatamente non perché non ci siano spunti, ma ovviamente per mancanza di tempo: eh sì il Blog purtroppo è in cima alla lista dei “TBD – to be done”. Ma oggi ho finalmente avuto una buona occasione che mi ha riportato a scrivere, una visita inaspettata che merita tutta la mia e la vostra attenzione.

Oggi nel nostro giardino è venuto a trovarci Ale, che si è preso la briga di lasciare due stupendi commenti al post precedente, a distanza di un minuto l’uno dall’altro. Ve li riporto qui, così poi possiamo dedicargli un po’ di tempo:

Sì, intanto però rimanete a godervi i benefit famigliari svedesi... blablabla come tutti gli italiani ohh, ma che educati!

Più che altro ve ne rimanete comodi in Svezia a scroccare il Welfare per poi riempirvi la bocca di belle parole.
Complimenti. Ale

Ecco nel secondo commento il nostro autore si è addirittura firmato con ben tre lettere che vogliono dire tutto e niente, dato che il sagace ospite non si è nemmeno preso la briga di registrarsi tra i lettori prima di pubblicare.
Ad ogni modo, non sono sicuro che Ale sia il diminutivo del suo vero nome, quindi io preferisco chiamarlo Eiaculatore Precoce 2.0, o per gli amici Praecox. Ora vi spiego di chi si tratta e il perché di questo nome che a mio avviso gli rende anche troppo onore.

Praecox è un cibernauta, uno che si diletta sui più moderni social network. Gli piace Facebook e soprattutto Twitter, è sempre in chat ed è connesso con tutto il mondo a 360° praticamente sempre. Come fai a dirlo, dite voi? Ma è semplice il nostro Praecox non si è nemmeno scomodato a bussare oggi, o meglio non si è nemmeno letto l’unica regola del nostro Blog, ovvero che tutti i commenti offensivi sarebbero stati cestinati e come proprietà induttiva non ha capito che qui i commenti vengono moderati da me medesimo e certi peti, come quelli che ha avuto l’onore di emettere oggi dalla sua bocca, vengono spazzati via alla stessa velocità con cui si fa doppio click sul mouse. Ad ogni modo, il buon Praecox non sa che, a differenzia dei suoi amati social, gli autori dei Blog possono, attraverso il servizio di statistiche, controllare l’origine del traffico. Non solo possono anche sapere con che motore di ricerca si è cercato il Blog, il numero di lettori ad un determinato orario e anche la provenienza geografica. Morale della favola, dato che il nostro giardino è molto piccolo e i lettori sono molto pochi è abbastanza facile scovare un intruso. Il buon Praecox pensava di nascondersi dietro lo schermo e la tastiera del suo bel computer italiano senza che nessuno potesse sapere chi fosse e invece, con qualche indizio, sappiamo sia il suo nome sia il suo cognome.
Tranquillo Praecox, non li scrivo… asciugati il sudore. Non lo faccio per rispetto delle persone che ti stanno intorno e che ho avuto modo di conoscere e, soprattutto, perché in fondo preferisco continuare a chiamarti con questo bel diminutivo. Tanto di te non è che ci interessi molto, mi servi solo per fare vedere agli altri che squisiti incontri si possono fare in giro.
Una cosa però vorrei farla, vorrei parlarti negli occhi e per farlo ho deciso di pubblicare una foto che ti rispecchi in tutto e per tutto (così è come ti immagino io).



Ah, leggendo il post capirete se mi riferisco all’insetto o a quella pallina che sta facendo ruzzolare.

Ad ogni modo torniamo a noi e vediamo il perché di questo nomignolo. Il motivo è semplice, il nostro eroe soffre, purtroppo per lui, di una sindrome assai diffusa: l’eiaculazione precoce multimediale (2.0). Diciamo che Praecox ha il grilletto facile e, a causa di qualche disfunzione del suo epitalamo, non riesce a gestire bene il suo corpo. Ne risulta che ,ogni volta che vede una foto su Facebook o che riceve un Twit, non ce la fa proprio a leggere tutto il contenuto e immediatamente scrive a due mani dal suo smartphone qualche magnifico verso poetico e poi via, un click su posta, un altro su Mi Piace, senza contare i tag e le perle che (ri)lascia sulle chat. Ha il click (o grilletto) così facile che per scrivere due frasi di senso compiuto ha dovuto usare due commenti, salvo poi accorgersi che dopo il primo i commenti erano moderati. Come dire, oggi Praecox, preso da una scarica ormonale.com, pensava di fottere e invece mi sa che rimarrà fottuto.

Ma come, caro, noi ci stiamo appena scaldando e tu sei già venuto? Capisco questa è la parte più dura per quelli come te, che prima giocano a chi ce l’ha più lungo e poi non riescono nemmeno e calarsi le braghe che hanno già fatto un macello.

Ok, cerchiamo di andare avanti e cerchiamo di capire perché oggi non abbia gettato nel cestino digitale questi spunti ti altissima riflessione (e con loro anche l’autore), ma mi sia deciso a dedicargli alcuni minuti. Volevo farlo perché penso che Praecox abbia mancato di rispetto non solo a me e alla mia famiglia, ma a tutte le famiglie che come noi hanno intrapreso questo cammino. Ma non solo, penso che con la su ignoranza (e qui mi lascio andare anche a dei complimenti), abbia offeso tanta gente e famiglie per bene che sono in Italia (in primis la sua – ma non temere Praecox presto dovranno fare i conti con la verità). Vedete, simili persone, che si permettono di spargere la loro fiele, che pensano di poter giudicare dall’alto di imprecisati meriti o qualità gli altri, sono il segno evidente del degrado sociale a cui siamo giunti. Il buon Praecox emana lo stesso lezzo di ciò con cui si nutre. Il tuttologo qui presente pensa di sapere tutto del mondo, magari perché ha visto un paio di documentari su National Geographic o perché si è guardato alcuni approfondimenti televisivi, magari è anche stato in gita alla medie all'estero. Pensa che su internet ci sia la verità rivelata e con un paio di click su Google è in grado di carpire l’esistenza del creato. Ma la sua ignoranza non si ferma qui, dall’alto della montagna di sterco che il suo cervello è in grado di partorire, pensa di poter dispensare consigli e giudizi agli altri, senza nemmeno avere una minima idea di chi abbia di fronte.

Ora l’Eiaculatore Precoce 2.0 ha pensato bene di etichettarci come quelli che hanno lasciato la propria patria al suo destino e, voltando le spalle, si siano recati nel giardino dell’Eden. Non solo, da veri e propri immigrati ci siamo messi a scroccare il benessere di questo paese, come le cavallette che muovendosi distruggono ogni raccolto.
Ho cercato sul dizionario (si, hai presente quel grosso libro che raccoglie i significati delle parole??? Va beh lascia perdere, capisco che già alla parola libro tu sia confuso). Ho trovato questo:

Scroccare: godere di qualcosa, ottenerla senza pagare, spec. abusando della generosità, della cortesia altrui.

Vedi, caro mio, ti vorrei illuminare, cosa che al tuo cervello non riesce da quando hai imparato l’alfabeto. Noi qui in Svezia paghiamo le tasse!!!! Ma va? Sai cosa sono, beh se non lo sai c’è sempre il tuo migliore amico Google che te lo può spiegare! Non solo, ti svelo un altro segreto: le pagavamo anche in Italia. Eh, si anche in Italia, dove avevamo due contratti di lavoro a tempo indeterminato e dove abbiamo versato fino a pochi giorni di partire ogni singolo centesimo. Ma non solo, la stessa cosa l’hanno fatta e la fanno i nostri genitori. Quindi a ragion veduta noi non scrocchiamo proprio niente! E tu, caro Eiaculatore Precoce 2.0 come sei messo? Puoi dire la stessa cosa di te stesso e della tua famiglia?
Vedi lì a fianco, si proprio lì ci sono le nostre foto e i nostri nomi, come dire che noi non abbiamo bisogno di nasconderci e la faccia ce la mettiamo tutti i giorni. E tu caro mio cosa fai di bello? Che bel lavoretto ti sei trovato? Ma no!? Non mi dire che per caso sei a casa mantenuto da mammina e papino mentre cazzeggi (tieni il link al dizionario così puoi vedere cosa significa), all’Università?
Aspetta te la rispiego, ma tu stai ben attento perché questa per te potrebbe risultare difficile da capire: nel concetto di scroccare è implicita una forma di disonestà come se volessi dire che noi ci stiamo appropriando di qualcosa che non ci meritiamo.
Ora rispolvera qualche documentario di Piero Angela e vai a vedere quali sono i paesi con la tassazione più alta in Europa (ma ve? C’è per caso la Svezia?!). Magari controlla finché ci sei quant’è l’IVA in Svezia… no aspetta te lo dico io, è il 25%. Ti ricordo che in Italia la scorsa settimana hanno minacciato di far cadere il governo perché volevano innalzarla dal 21% al 22%. Ma cosa te lo ricordo a fare, tu sei troppo oltre? Certi discorsi li facciamo solo noi parassiti che ragioniamo solo in termini di soldi.
Come ho avuto modo di scrivere in un post precedente (aspetta ti metto il link perché sicuramente tu non ti sei nemmeno preso la briga di andarlo a leggere) il sistema degli asili nido qui è gemellato con quello della città da cui vengo (ovvero gli Svedesi hanno organizzato un progetto di collaborazione per venire in Italia ad imparare il metodo educativo adottato a Reggio Emilia). Non solo, la sanità svedese che fino a oggi ho testato poco (e infatti non mi sono permesso di scrivere granché) è perfettamente in linea con gli ospedali di Reggio Emilia e Modena.
Ti svelo altre perle: il mese scorso in Svezia ci sono stati scontri nella capitale e nelle maggiori città. Le stesse violenze che oggi puoi vedere in Brasile, Egitto, Siria, Turchia. Ma sai quelli come te credono ancora alle fate e che qui sia il paese di Pippi Calze Lunghe dove tutto è perfetto e tutto funziona a meraviglia.
La scorsa settimana Stoccolma è stata bloccata dagli scioperi e quest’anno la negoziazione salariale tra sindacati e industriali ha toccato uno dei minimi storici. Mentre la disoccupazione continua a salire. Per amor del cielo, niente a che vedere con l’Italia, ma era solo per aprirti un po’ gli occhi (o qualcos’altro).

Eh ma noi siamo degli scrocconi paraculati…. Vero? Hai ragione io però, a differenza di te, so di essere fortunato perché posso guardarmi allo specchio tutti i giorni, tu al massimo puoi guardare la foto qui sopra che ti rassomiglia. Ti faccio un altro esempio e poi non dire che non ti ho preso a cuore. Mia moglie ha finito il corso di Svedese per immigrati (SFI) nella metà del tempo previsto. Si è fatta il mazzo ed ha terminato con la massima valutazione. Non aveva mammina a casa a tenerle la bambina, non c’era papino a farle la spesa o qualcuno che ci aiutasse in alcun modo. Io, lei, nostra figlia: punto! Sai cosa vuol dire questo? Sai cosa significa dover contare solo sulle proprie forze? Sai cosa vuol dire avere una figlia con la bronchite e doversi spiegare in un’altra lingua ad un medico che non conosci? No, non lo sai altrimenti non emaneresti quell’odore nauseabondo. Ad ogni modo la mia Signora, terminati i sui 3 corsi si è vista negare il bonus che lo stato riconosce agli alunni meritevoli in quanto elargito unicamente agli studenti extra-EU.
Ah e non ti fare strane illusioni, con tutto il rispetto che ho per l’SFI, mi piacerebbe farti vedere le condizioni in cui si studia o certi elementi che vengono in classe…non è esattamente come andare alla Bocconi!
Si esatto, se sei della comunità europea e se hai un lavoro qui te la devi cavare con le tue gambe e i tanti sussidi con cui ti sei permesso di riempirti la bocca non ce li hai.

Ecco adesso vorrei farti un elenco di quello che abbiamo lasciato in Italia, in termini di servizi e di quello che abbiamo qui, ricordandoti che noi ogni giorno contribuiamo alla crescita di questo paese e qui versiamo le nostre tasse. Sì, sì so che adesso starai pensando che allora siamo proprio degli sfigati perché siamo venuti qui, ma vedi, Praecox caro, le ragioni per cui lo abbiamo fatto vanno oltre le tue limitate capacità mentali. Fattene una ragione!
Come ho sempre detto, l’intelligenza non la insegnano a scuola e tu puoi aver fatto o stai facendo tutti gli studi che ti pare, ma rimarrai sempre l’ignorante che sei.
Tu sei un’offesa vivente per il pese in cui vivi, per il mio paese, perché sei fatto solo di sterco. Sei un buffone che non ha nemmeno capito il senso del post precedente che era una critica a tutti quelli che troppo spesso si permettono di giudicare situazioni delicate senza prima capire le ragioni che si celano dietro a queste. Ma cosa te lo dico a fare, purtroppo non riesco a farti un disegno con le matite colorate, quindi non penso tu possa capire.

Ora Praecox, scorri la barra qui a fianco e torna alla foto di prima: la vedi la somiglianza adesso? Lo vedi come quella pallina ti rispecchi perfettamente?

Bene adesso spero tu abbia capito che la prossima volta è meglio se cerchi di controllare i tuoi istinti. Penso che per l’eiaculazione precoce esistano delle cure, per la variante 2.0 non lo so (il tuo migliore amico avrà senz’altro la risposta). Intanto però oggi puoi meditare su quel lieve bruciore che senti salire dal tuo fondoschiena.


A tutti i lettori, volevo solo tranquillizzarvi e dirvi che mi sono divertito con il nerd qui sopra. L’ho fatto, e gli ho dedicato mezz’ora di vana gloria solo per farvi vedere quali sono, secondo me, le persone che dovremmo combattere con tutte le nostre forze. Non i politici o gli evasori. Quelli sono solo un EFFETTO, la CAUSA reale sono quelli come Praecox. Coloro che si sentono superiori a voi, che vi giudicano, che emettono sentenze senza nemmeno informarsi o sapere alcunché. Loro sono il degrado, loro sono uno dei tanti perché della situazione attuale.
Tutti coloro che volessero lasciare un messaggio di stima o apprezzamento (magari anche di cordoglio) per Praecox, sono liberi di farlo, cercando però di non abbassarsi al suo livello. Diamo l’esempio!

Per quanto riguarda l’Eiaculatore Precoce 2.0, se non sentirete più parlare di lui, vorrà dire che avrà risposto nel suo linguaggio usuale (quello della pallina) e sarà quindi finito direttamente tra gli spam. 

giovedì 13 giugno 2013

Cercando di capire

E così siamo stati di nuovo turisti in patria. Senza soffermarci troppo sul significato profondo della parola patria cercherò di mescolare qualche pensiero di questi ultimi giorni.

Complice l’invito ad un matrimonio di un amico, abbiamo preso il diretto Skavsta- Brindisi e siamo sbarcati in Salento!
L’allegra famiglia di formiche ha così finalmente visto la terra rossa su cui crescono questi fantastici ulivi.


Come nel film “Benvenuti al Sud”, in meno di tre ore ci siamo catapultati dalla silenziosa Svezia al rumoroso Salento, facendo un salto di qualche parallelo.
L’impatto è stato notevole. Vorrei dire che in questi giorni la Svezia sta dando il meglio di sé. La primavera è esplosa e i colori sono stupendi ma anche quello che abbiamo trovato in Puglia non è da meno. Superato il primo impatto con le diverse usanze di guida, ci siamo diretti a tutta velocità verso il tanto sospirato mare. La mia Signora non vedeva l’ora e la Bea è letteralmente impazzita.


Ora, sfortunatamente il tempo a mia disposizione è inversamente proporzionale alle ore di sonno che mi rimangono, quindi per non lasciar andare anche questo post, mi limiterò a scrivere pensieri senza un preciso ordine temporale, come se fossero cartoline sparse appese alla prete dei nostri ricordi.

La TERRA: la terra è rossa e profuma di sale. La terra è ricca ed è uno spettacolo per gli occhi e per lo spirito. Purtroppo qua e là c'è sempre qualcosa che sulla terra non dovrebbe stare e che a volte la ferisce... una bottiglia, un sacchetto. Speriamo che prima o poi tutti capiscano che prendersi cura della Terra vuol dire prendersi cura di sè stessi.


Gli ALBERI: la vegetazione è fantastica ci sono ulivi che sembrano sculture, fichi che si credono querce e poi palme, cactus e oleandri. Bellissimi!




Il MARE: il mare è azzurro e anche se vi può sembrare una banalità non lo è. Qui ci siamo abituati a vedere il mare blu, un blu scuro, un blu freddo. Rivedere il mare azzurro e trasparente ci ha fatto bene.




Il MATRIMONIO: dopo questa esperienza sono convinto che almeno ad un matrimonio in Meridione bisogna partecipare nella vita. Alessandra e Francesco hanno organizzato una giornata stupenda in un posto bellissimo. Li ringraziamo di cuore per averci dato la possibilità di esserne parte. La Bea ha passato momenti che difficilmente dimenticherà.

 

 


Le PERSONE: abbiamo incontrato persone speciali e persone un po’ meno speciali ma vorrei spendere due parole per ringraziare di cuore Antonella ed Enrico (senza dimenticare i loro figli) per l’ospitalità che ci hanno offerto. Ci avete fatto sentire a casa, anzi ci avete fatto sentire parte di una famiglia. La nostra più sincera ammirazione per quello che avete fatto nella vostra vita e per quello che continuerete a fare. Il vostro residence è una vera e propria perla e lascio volentieri qui il link al vostro sito (Residence Gli Ulivi).
Spero di invogliare quante più persone possibile a farvi visita. Difficilmente dimenticheremo le torte fatte in casa da Antonella, la cicoria, i pomodori e le albicocche di Enrico. Penso che per un po’ anche voi non dimenticherete la voce della Bea che vi chiama e rincorre tutto il giorno.
Grazie.
 

Le ABITUDINI: abbiamo anche imparato come si spostano i ritmi della giornata cambiando latitudine. Più di una volta la nostra Masseria di fiducia ha dovuto aprire in anticipo la cucina per sfamare noi stranieri che ci presentavamo a cena con una bimba affamata bensì alle 20:20 di sera quando normalmente i clienti iniziavano ad arrivare dopo le 21:00. Sottolineo che qui in Svezia alle 20:30 i bambini stanno già dormendo, quindi capite il nostro spaesamento iniziale.
Ci siamo anche dovuti ricordare che il pane si compra al forno, la carne dal macellaio e gli affettati in salumeria. Anche questa può sembrare una banalità ma vi assicuro che non lo è.

I PENSIERI: tornare ogni volta ci da la possibilità di confrontarci. Vedere, parlare, ascoltare. Tante domande ci vengono poste e altrettante ne vorremmo fare noi. Ad alcune cerchiamo di rispondere, altre aspetteranno. Tanti ci hanno detto che ci vuole coraggio a partire, a molti ho risposto che forse ci vuole più coraggio a tornare e restare.

Ogni volta che torno a casa, vedo cose nuove e mi rimangono sempre dei frammenti in mano di piccoli pensieri. Questa volta mi sono convinto che la mia casa, la mia patria, la mia terra è un posto dove tutti vorrebbero cambiare qualcosa mentre nessuno si sforza di capire. La mia Italia, prima di essere cambiata, dovrebbe essere capita.
Capita in ogni sua dimensione. Capita nel senso di conoscenza di sé, in un gesto di auto comprensione in uno sforzo estremo tra storia e geografia, sociologia ed economia.
La mia terra è fatta di persone: prima di voler cambiare una persona è forse meglio capirla, conoscerla. Capire non significa giustificare e nemmeno com-patire, significa porsi domande sul perché delle differenze, sul cosa abbia portato esistenze simili a percorrere strade tanto diverse.

Non rinnegherò mai la mia casa, come un figlio non può rinnegare la propria madre o il proprio padre proprio perché senza di loro lui stesso non esisterebbe, ma mi sforzerò sempre più di capire… capire da dove veniamo per sapere dove andremo. 



domenica 19 maggio 2013

A cena con la mia Signora


La cosa bella di non avere la televisione in cucina è che con la mia Signora parliamo di tante cose. Oggi le ho chiesto cosa pensava di questo:

Was du ererbt von deinen Vätern hast,
erwirb es,
um es zu besitzen.

Ciò che hai ereditato dai padri,
riconquistalo,
se vuoi possederlo davvero.

(Johann Wolfgang von Goethe, Faust)

Ma poi arriva lei e con una mano ci porta via.




Chissà cosa penserà un giorno Beatrice, di quello che saremo stati in grado di lasciarle?

domenica 28 aprile 2013

dlin... dlin...


Ecco Bea, da oggi in poi questa amica (a cui giá vuoi un gran bene) sará sempre con te. 

Abbine cura, lei sará sempre leale e ti insegnerá meglio di me tante cose che io potró solo farti intuire.

Con lei cadrai e ti rialzerai.

Con lei imparearai a cercare il nuovo in qui movimenti sempre uguali.

Insieme deciderete dove andare e con chi.

Le salite vedranno sempre discese e troverete sempre un un'ombra e una fontana.

La tua Biciletta ti lacerá segni che il tempo non cancellerá, ricordi solo tuoi.

Lei ti insegnerá l'equilibrio, la tenacia e la bellezza di osservare le cose... e quando avrai impartato non lo dimenticherai piú.

Benvenuta Biciccletta.


"Più lenta la piccola squilla
dà un palpito, e va. . .
dlin... dlin..."

martedì 23 aprile 2013

Coincidenze e visioni.

Giovedì sera.
Mi peso, saran passati nove mesi dall'ultima volta. Ecco perfetto, in pressappoco un anno ho preso quasi 2kg e mezzo!
Dentro di me lo sapevo, ed è per questo che rifiutavo il confronto con la bilancia ma alla fine mi sono deciso e l'ho fatto. Affranto mi sono recato in cucina,  ho alzato gli occhi verso il calendario (gentilmente regalatoci dalla società elettrica Energi och Miljö) e ho riporto il mio peso di fianco al santo del giorno (San Volmar), quindi ho sfogliato un paio di pagine e ho fatto una bella croce, riportando il mio peso obiettivo da lì a qualche mese.

Perfetto inizia il piano di ri-appropriamento del mio corpo (che in parte significa anche di un pezzo della mia vita, ma questo è un discorso troppo lungo per questo post).


Basta rimandare, le attenuanti generiche non mi sono più concesse. Si perché è vero che l'asciugatrice giù nella lavanderia (tvättstuga) tende ad infeltrire e a restringere gli indumenti, è vero che così di botto ho cessato da oltre un anno ogni tipo di attività sportiva ed è anche vero che non sempre siamo riusciti a mantenere la nostra dieta mediterranea (soprattutto perché spesso la Bea è così generosa che mi lascia sempre qualcosa da finire nel piatto, e dato che noi siamo dei fondamentalisti ultra conservatori, il mangiare non si butta mai e si finisce sempre). Ad ogni modo tutto questo non regge più, le braghe sono diventate strette e quindi urge rimedio (per i più furbi la trovata geniale di comprarne di nuove non è contemplata!).

Venerdì. 
Inizio la riduzione dei carboidrati (pasta e pane) e ricomincio a fare i 110 gradini che mi separano dal suolo almeno due volte al giorno, in attesa di poter nuovamente usare la bici per andare a lavorare. 

Sabato 
Arriva la mia Signora e mi ricorda che Domenica siamo stati invitati a un compleanno. La figlia dei ragazzi brasiliani compie 3 anni e quindi ci sarà da festeggiare.

Domenica, compleanno. 
In un attimo riesco a carpire tutta la storia dei nostri avi e di come gli emigranti Italiani abbiano cambiato il mondo. Entrati in casa vedo tanto cibo quanto se ne potrebbe trovare ad un matrimonio Napoletano o Calabrese (chi ne ha sentito parlare sa a cosa mi riferisco!!!). Ecco dunque che i geni degli antenati italici hanno superato nella lotta per l'evoluzione e la conservazione della specie quelli degli indigeni Sud Americani e il risultato si manifesta in tutto il suo splendore in un paio di tavole ricoperte di cibo. Il culmine si raggiunge con una torta di due piani accerchiata da un centinaio di praline al cioccolato.
Prima coincidenza: sarà stato il caso o un chiaro messaggio del destino?!?


Lunedì
Rientro da SFI e la Bea mi accoglie a casa urlando: Papà, regalo, Papà regalo!!! Penso che abbia un regalo per me, un disegno (forse) o qualche pupazzo. La mia Signora mi svela presto l'arcano e mi dice che oggi hanno consegnato un pacco dall'Italia ma che lei non è riuscita a portarlo su perché era troppo pesante. Ad un tratto mi ricordo che i miei genitori mi avevano avvisato della spedizione in arrivo, per festeggiare il compleanno dell'Ilaria (tra una settimana).
Perfetto, scendo di nuovo le scale, incontro la vecchietta del sesto piano che ormai mi ha preso per scemo dato che, ogni volta che passo di lì a piedi, mi ripete che l'ascensore funziona e non è rotto, e poi risalgo con circa 20kg di scatolone sulle spalle. Provo a spiegare gentilmente alla Bea che quello è un regalo per il compleanno della Mamma e che lo avremmo aperto tra una settimana. Lei afferra il concetto al volo e corre in cucina a prendere le forbici: Tieni Papà, tu apri!!! Perfetto, ha capito tutto!! 
Ecco che di nuovo vengo assalito dalla visione sulla genetica, sulla specie dominante e sulla conservazione del genere umano. Il pacco si rivela un enorme Cornucopia da cui escono continuamente cibi e bevande succulente. Insomma tutto il repertorio della mia Terra: formaggi, pasta, riso, vino, marmellate e cioccolata. In un crescendo di bandierine tricolore e di prelibatezze gastronomiche che ancora sanno di nebbia emiliana.


Ovviamente la Bea è letteralmente impazzita (qui la sua reazione). Presa da un raptus di incontrollabile adrenalina, lascia andare i suoi (ancora) scarsi freni inibitori e inizia a correre per casa brandendo mezzo chilo di Parmigiano in una mano e un sacchetto di Maddalene (i suoi dolci preferiti) nell'altra. Poi torna a tuffarsi con le mani nella scatola e continua a estrarre, ancora e poi ancora, come se la magia non avesse fine e la casa potesse essere inondata di cibo.
Temendo lo shock adrenalinico, cerco di calmarla e le faccio assaggiare i dolci del Nonno Franco (come dice lei), sperando che come un segugio con la sua preda possa tornare ad ascoltare il richiamo del suo padrone. Finalmente si calma e riusciamo a chiudere il vaso di Pandora. 

Di nuovo ho una visione: capisco il dramma dei Nonni che pensano alla loro nipotina (e anche ai loro figli) lontani da una bella fetta di salame o da una punta di formaggio. Ed ecco la spedizione dei viveri per le "truppe" al fronte, stanche denutrite e allo stremo delle forze. Poi mi riprendo, sono in cucina, alzo lo sguardo e vedo sul calendario la croce fatta qualche giorno prima e quel magico numero letto sulla bilancia, di fianco la mia Signora sta cercando qualche altro nascondiglio dove mettere tutto quel cibo possibilmente fuori dalla portata della Bea. Qualcosa nel mio piano deve essere andato storto!

A quel punto mi sovvien l'eterno... e capisco che se il primo era solo un messaggio di avvertimento, questo non può più essere una semplice coincidenza.


PS. Tutta la famiglia, ma SOPRATTUTTO la Beatrice, ringrazia molto per il regalo. Non ci fu mai cosa più gradita!